LAURA LEZZA | La fotografia: dentro la cronaca, oltre il tempo!
Laura Lezza ad Altidona: la mostra che racconta 25 anni di cronaca attraverso immagini indimenticabili
La nuova mostra fotografica dedicata a Laura Lezza, ospitata nelle sale della Galleria sotto l’Arco di Altidona, è un viaggio potente e necessario dentro la cronaca contemporanea. Un percorso visivo che attraversa venticinque anni di lavoro sul campo, restituendo allo spettatore la forza della fotografia come testimonianza viva, empatica e universale.
Come si legge nel pannello introduttivo della mostra, “questa è una mostra di cronaca prodotta in collaborazione con la fotografa livornese Laura Lezza, recente e non, scatti attuali, con foto realizzate anche pochi giorni fa”. Una selezione che unisce passato e presente, mettendo in dialogo eventi storici, rituali collettivi, dolore condiviso e momenti di intensa umanità.
Un percorso in quattro stanze: la cronaca che diventa racconto
La mostra si sviluppa su due livelli e quattro ambienti, ciascuno dedicato a un capitolo della storia recente.
1. La Curva Nord del Livorno e la Festa dei Gigli di Nola
La prima sala accoglie immagini che raccontano la passione calcistica e l’identità popolare. “Troverete nella prima sala immagini dedicate alla sfilata della Curva Nord del Livorno, il tifo per la squadra amaranto sempre presente nella millenaria Festa dei Gigli di Nola (Patrimonio UNESCO)”. Un intreccio di tradizione, appartenenza e partecipazione collettiva.
2. Il G8 di Genova – 25 anni dopo
La seconda sala riporta lo spettatore al 2001, nel cuore di uno degli eventi più complessi della storia italiana contemporanea. Lezza documenta il G8 con uno sguardo che non cerca la spettacolarizzazione, ma la verità dei volti, delle tensioni, delle contraddizioni.
3. Vaticano – Riti, lutti e canonizzazioni
Al primo piano, la terza stanza raccoglie scatti dedicati ai grandi momenti religiosi degli ultimi anni: “la scomparsa di Papa Francesco, la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati e il funerale di Papa Benedetto XVI”. Un racconto che unisce sacralità, emozione e partecipazione globale.
4. La pandemia – Il dolore che ci ha uniti
La quarta sala è forse la più intensa: immagini che restituiscono il silenzio, la distanza, la fragilità e la forza di un periodo che ha segnato il mondo intero.
Nel percorso verso il piano superiore, quattro fotografie del funerale della Regina Elisabetta — realizzate con accredito RAI — testimoniano la capacità della fotografa di cogliere la compostezza e la precisione del popolo inglese nel lutto per il proprio sovrano.
Una fotografa “donderiana”: empatia, dettaglio, umanità
Laura Lezza si definisce una fotografa “donderiana”, in omaggio a Mario Dondero, maestro della fotografia di cronaca. Come lui, trasforma i dettagli e il rapporto empatico con i soggetti in elementi narrativi capaci di superare l’ordinario. Il pannello lo sottolinea chiaramente: “Con le sue fotografie riesce, come Dondero, a trasformare i dettagli e il rapporto empatico con i soggetti, in elementi di umanità che esulano dall’ordinario.”
La sua fotografia non si limita a documentare: interpreta, ascolta, restituisce.
Biografia: filosofia, cronaca e visione
Nata a Nola nel 1975, Lezza ha costruito un percorso unico che unisce formazione filosofica e pratica fotografica. “Ha scelto la fotografia come linguaggio privilegiato per osservare il mondo, definendo la filosofia come la sua ‘scuola di fotografia’.”
Dalla collaborazione con quotidiani locali e nazionali fino all’ingresso in Getty Images nel 2009, la sua carriera è segnata da una costante attenzione ai temi sociali, alle contraddizioni e alle storie che emergono dentro l’apparente ordine degli eventi.
Premiata nel 2025 con il Premio giornalistico Luciano De Majo, Lezza partecipa regolarmente a rassegne culturali e incontri dedicati al fotogiornalismo.
Un archivio vivo che continua a crescere
La mostra è solo una prima occasione conoscitiva di un archivio vasto e in continua evoluzione. “Una prima occasione conoscitiva, sicuramente parziale del lavoro, che ad oggi segna già 25 anni di attività sul campo.”
Il virtual tour realizzato da Altidona Belvedere permette di esplorare gli ambienti della mostra anche a distanza, valorizzando ogni dettaglio e rendendo accessibile il percorso a un pubblico più ampio.
Credits e collaborazione
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Altidona Belvedere, Fototeca Fermo, e il contributo di Comune di Altidona, Regione Marche, Provincia di Fermo e Consiglio Regionale delle Marche.
Editing fotografico
Laura Lezza
Pacifico D’Ercoli
Diego Pizi
Digitalizzazione e post produzione
Diego Pizi
Progetto grafico mostra
Cristina Iacoponi
Allestimento mostra
Andrea Del Zozzo
Pacifico D’Ercoli
Andrea Panzetti
Giovanni Benedetti
Cristina Iacoponi
Stampa delle fotografie
ElleGrafica di Lorenzo Lessi
Stampa dei pannelli
Croma di Raffaele De Vito
Revisione dei testi
Laura Strappa
Diego Pizi
Si ringrazia per la post produzione del video di “Una pace disarmata, ma non disarmante”
Paolo Lezza Studio, Roma
Visualizza a tutto schermo
Realizzazione VirtualTour
Diego Pizi
Jonathan Mancini





